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TERAPIA ANTIBIOTICA IN CORSO DI PERICARDITE

Antonio Brucato° e Massimo Imazio*
Medicina Interna, Ospedali Riuniti, Bergamo°
Dipartimento di Cardiologia, Ospedale Maria Vittoria, Torino*
a.brucato@gilp.org    -    m.imazio@gilp.org

Gli antibiotici sono farmaci molto utili in corso di infezioni causate da betteri (per es. pneumococcco, Escherichia Coli, Streptococco, etc.); non hanno invece alcuna utilità in corso di malattia non causate da batteri.

E’ molto frequente che pazienti con pericardite acuta vengano trattati con antibiotici; questo è piuttosto naturale soprattutto nei primi attacchi, quando la diagnosi non è ancora ben chiara, il paziente spesso ha febbre alta, e soprattutto sono spesso presenti versamenti pleurici e/o addensamenti polmonari, tali per cui è possibile che il paziente abbia anche una polmonite, tipica malattia causata da batteri e che viene di regola trattata con antibiotici.

A mano a mano però che il quadro si chiarisce, e diviene evidente che il soggetto ha “solo” una pericardite recidivante “idiopatica”, cioè a causa non riconosciuta, accompagnata come spesso accade da pleurite concomitante, l’uso degli antibiotici diviene sempre meno razionale, e va per lo più evitato: la pericardite recidivante infatti non è mai causata da batteri, per cui gli antibiotici non servono, e possono solo causare effetti collaterali , o, come minimo, facilitare la crescita di batteri resistenti.

Quindi in pratica nelle fasi iniziali ancora poco chiare di una pleuropericardite è accettabile l’impiego di antibiotici, ma quando il quadro di pericardite idiopatica si è ormai definito, l’uso di antibiotici va scoraggiato, anche nel paziente febbrile. Sarà sempre opportuno anche in questo caso eseguire frequenti emocolture, urinocolture, ed altri eventuali esami colturali, soprattutto in soggetti che hanno assunto cortisone a lungo o a dosi alte.

Va ricordato che l’uso contemporaneo di colchicina e antibiotici della classe dei macrolidi, es. claritromicina o azitromicina, aumenta le concentrazioni plasmatiche di colchicina, per interazioni a livello di metabolismo epatico, e ciò è tanto più vero in caso di insufficienza renale. In tale situazione sarà preferibile utilizzare altri antibiotici o ridurre la dose di colchicina, e comunque monitorare più strettamente la situazione del paziente.

 

 
Gruppo Italiano per la lotta alle Pericarditi