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Domande


1) Buon giorno, ho un amico che dal 2010 ha avuto episodi pericardite, con ricadute ed episodi di pleuropericardite. Il trattamento farmacologico prevalente è con ibuprofene e cortisone. Vorrei sapere se vi è qualche consiglio alimentare specifico da seguire in tal caso Grazie Distinti saluti

2) Volevo sapere se gli integratori alimentari possono essere di aiuto in caso di pericardite.

3) Vorrei sapere, essendo una recidivante in cura con molti antidolorifici e antiinfiammatori con conseguenze sullo stomaco come gastrite e dolori forti, se opportuno dare valore agli alimenti sfiammanti, come alcuni frutti o spezie e vitamine. La risposta del curante è stata generica, cisè male non fanno ma volevo sapere se con costanza puà essere un aiuto o una vera cura.

Freddo e pericardite

4) Se è vero che le pericarditi vengono per una infiammazione, allora perchè basta un colpo di freddo al petto o bagnato addosso per far tornare un attacco, dico un attacco vero non un risveglio temporaneo. Si può pensare che semplicemente l'umido possa far scattare qualcosa?

Riduzione farmaci

5) Vi scrivo per chiedervi un consiglio. Da circa 2 mesi ho avuto una pericardite con versamento di 8 mm. e mi stanno curando con con indoxan 50mg (2 volte al dì),medrol 4 mg.(1 al dì) e cardicor (1 al dì). Nell'ultimo controllo mi è stato detto di cominciare a diminuire il medrol (1/2 compressa x 15gg -2mg) e poi un quarto di compressa x 10 gg. e continuare con antinfiammatorio mattina e sera. Dopo aver letto sul vostro sito che possono venire delle ricedive vi chiedo come comportarmi. Al momento dal controllo fatto con ecocardiogramma risulta ancora un lieve versamento Vi comunico che sono stati fatti tutti i controlii e x ultimo l'esame della tb-gold in attesa di risposta. Dai controlli non risultano complicanze eccetto i valori della ves e pcr alti. Attendo con ansia un vostro consiglio e invio cordialli saluti

Aritmie

6) Mio fratello è affetto da pericardite da oltre tre anni e vorrei sapere se le extrasistoli possono essere collegate all'infiammazione. Per lui sono il problema maggiore anche quando non ha dolore e non ne aveva sofferto prima. Si presentano sia sotto sforzo ma non sempre, sia a riposo. E' possibile trovare un rimedio per questo, si sistemerà? Gli hanno detto che non sono pericolose però succede spesso ultimamente e limitano la sua vita. Ringrazio per la gentile risposta

7) Prendo colchicina 1 compressa e deltacortene 5, ho gli anticorpi anti ana 160. A luglio ho avuto un episodio di tachicardia improvvisa senza dolore, sono stata ricoverata con la diagnosi di un'altra pericardite e curata con cortisone, poi diminuito piano fino a 5. Con la prima e la seconda avevo avuto dolore, è possibile avere una recidiva solo con tachicardia senza liquido? come si fa a prevenire questi episodi? Grazie mille

 


 

Risposte del Dr Antonio Brucato
Ospedale Papa Giovanni XXIII - Bergamo



1) Gentilissima, non vi sono consigli alimentari specifici per la pericardite, salvo quelli raccomandabili a tutti (ma che poi pochi seguono), vale a dire mangiare poche calorie, poca carne, molta frutta e verdura soprattutto fresche, niente burro, poco olio, molto pesce, il tutto in una dieta il più possibile varia e equilibrata. Se però una persona assume cortisone qualche consiglio specifico c'è, ed è importante. Il cortisone fa trattenere un paio di litri di liquidi, che vengono subito persi appena uno lo sospende. MA il cortisone fa venire fame, e se uno mangia mette su peso, e anche quando sospende il cortisone quei chili in più gli restano tutti. In corso di terapia con cortisone è allora veramente molto importante, soprattutto nelle fasi in cui se ne assumono dosi più alte, mangiare il meno possibile, limitando al massimo le calorie assunte, per evitare il sovrappeso. In particolare vanno limitati zucchero e dolci, dato che il cortisone aumenta la glicemia, e va limitato anche il sale, dato che il cortisone, ma anche gli antiinfiammatori, fanno trattenere acqua e sali. Limitare la massimo anche l'olio, dato che l'olio è il cibo più ingrassante che c'è: 1 cucchiaio di olio sono 100 Kcal !! Ne va assunto solo 1 cucchiaio a pasto, e non di più, sostituendolo con aceto, limone, spezie varie. Ma non si riesce a lottare efficacemente contro la fame e il peso che aumenta se non si riesce a fare un po' di attività fisica. Per chi non ha proprio tempo va bene anche fare le scale NON prendendo mai l'ascensore, e camminare di buon passo, magari con un contapassi che ci si è fatti regalare da qualcuno. Le persone con pericardite possono fare questi sacrifici sorretti dalla consapevolezza che prima o poi il cortisone lo sospenderanno quasi completamente, per cui non sono sacrifici “eterni” ma transitori, e che quindi si sopportano più volentieri


2) Riguardo la seconda domanda, aggiungerei che l'assunzione di molta frutta è cosa ottima ed è raccomandata. INVECE l'assunzione di integratori a basi di antiossidanti è da scoraggiare; infatti studi importanti internazionali hanno dimostrato che la ssunzione di antossidanti come integratori si è associato ad un AUMENTO di alcuni tumori soprattutto in alcune categorie di persone (es i fumatori) e quindi l'assunzione di tali integratori è SCONSIGLIATO anche nelle persone con pericardite. In pratica se uno assume tali sostanze in prodotti naturali, es frutta e verdura, ciò fa bene, ma se li assume come molecole a sè stanti fanno male.

3) In base alle conoscenze attuali una dieta leggera e sana può ridurre i disturbi allo stomaco, ma non ha effetto sulla pericardite



4) Gli attacchi di pericardite sono facilitati da varie cose, e ogni persona fa un po' a sè. Spesso per es. vengono perchè si sta riducendo il cortisone. In alcune persone possono venire a seguito di mal di gola, raffrreddori, influenze; in altri dopo sforzi muscolari, in altri dopo raffreddamenti o umidità. NB: stimoli che fanno venire un attacco a una persona NON fanno venire un attacco in un'altra persona. In pratica il mio consiglio, molto semplice, è di cercare di evitare le situazioni che ci si è accorti possono facilitare l'attacco su di sè, oppure se non si può o non si vuole evitare quella situazione, assumere subito una bella dose di antiinfiamamtori appena prima della situazione rischiosa, mantenere tale dose per es. per almeno una settimana, confidando che così facendo l'attacco non venga; e in efeftti spesseo poi l'attacco non viene. L'obiettivo è vivere il più possibile normalmente, senza troppe limitazioni, e da questo punto di vista spesso è meglio magari rischiare una crisi in più piuttosto che limitarsi in tutto, es. non fare sport o altre attività che si desiderano intensamente.




5) Consiglio di mantenere la terapia attuale fino a che ogni sintomo è passato e VES e PCR sono tornati normali. Solo a quel punto ridurrei il medrol, ma più lentamente, ad es un giorno 1 e un giorno mezza cp x20 gg, poi mezza cp al giorno per altri 20 gg, poi mezza cp alternata a zero per altri 20 gg. Ogni riduzione di terapia va fatta solo inassenza di sintomi e con PCR normale. Il rischio di recidiva è circa 30% in un anno. Se capitasse non sarebbe una tragedia, ma è importante non sottovalutarla e iniziare SUBITO con la dose massima tollerata di Indoxen, e distribuendola bene ogni otto ore (non ogni 12 ore) perchè la azione dell indoxen dura SOLO OTTO ORE circa.



6) Gentilissima, extrasistoli e aritmie sono frequenti nelle persone che soffrono di pericarditi. Infatti la infiammazione del pericardio si estende ai centri che governano il ritmo cardiaco, poco distanti dal pericardio. E’ vero che tali aritmie non sono pericolose, ma possono essere fastidiose. In tale caso si prescrivono spesso piccole dosi di farmaci detti “beta-bloccanti” che di solito sono abbastanza efficaci nel ridurle; es. atenololo 50 mg.

7) Carissima, avere una recidiva con solo tachicardia senza dolore e aumento dei test di infiammazione (VES e PCR) è molto raro. Prevenire gli episodi è difficile. Gli attacchi di pericardite sono facilitati da varie cose, e ogni persona fa un po' a sé. Spesso per es. vengono perché si sta riducendo il cortisone. In alcune persone possono venire a seguito di mal di gola, raffreddori, influenze; in altri dopo sforzi muscolari, in altri dopo raffreddamenti o umidità. NB: stimoli che fanno venire un attacco a una persona NON fanno venire un attacco in una altra persona. In pratica il mio consiglio , molto semplice è di cercare di evitare le situazioni che ci si è accorti possono facilitare l'attacco su di sè, oppure se non si può o non si vuole evitare quella situazione, assumere subito una bella dose di anti-infiammatori appena prima della situazione rischiosa, mantenere tale dose per es. per almeno una settimana, confidando che così facendo l'attacco non venga; e in effetti spesso poi l'attacco non viene. L'obiettivo è vivere il più possibile normalmente, senza troppe limitazioni, e da questo punto di vista spesso è meglio magari rischiare una crisi in più piuttosto che limitarsi in tutto, es. non fare sport o altre attività che si desiderano intensamente.

 

 

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